IL MIRACOLO DELLA VERGINE SANTISSIMA

Tratto dal manoscritto di Francesco Rozzi

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SANTUARIO DELLA SCALA SANTA

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IL MIRACOLO DELLA VERGINE SANTISSIMA

"Spuntava l'anno 1764, ed alla copia degli anni passati, succedeva terribile carestia e la città di Campli ne restava oltremodo desolata, commuoveva il vedere de i contadini de i nostri innumerevoli villaggi che abbandonati i lavori campestri per mancanza di pane, recavano in vendita gli arnesi di agricoltura, onde procacciare da vivere per le famiglie, a così grave male altro se ne aggiunse peggiore, un epidemia di febbri tifico nervose e nella nostra amata città, andò a destarsi l'ansia, la smania e il terrore; la morte colpì in tutte le famiglie, il bisogno era divenuto generale, i cadaveri s'incontravano per le vie della città, il cielo era torbido e coperto da orrenda caligine, tanto da far accrescere la paura e lo sgomento. Scorati erano gli amministratori della città per si grande sciagura, e stabilirono convocare i decurioni ed i principali cittadini al consiglio, la piazza antistante il palazzo del parlamento era gremita di popolo, erano presenti il camerlengo, il governatore, l'anteposto, il reggimento, i decurioni, ma i loro volti risultavano pallidi e con le mani sulla fronte abbattuta, esprimevano l'irreparabile sventura. Ma un raggio si speme, la voce della moltitudine si eleva, Maria Immacolata ripete ciascuno tal nome amabilissimo, in molti lo annunciano dalle gotiche finestre del palazzo del parlamento, mentre la folla che si trovava in ansia sulla piazza gridava a gran voce… corriamo nella cripta della cattedrale, alla consolatrice degli afflitti Maria Immacolata e la rechiamo per le vie della città, la popolazione è in tumulto, pronta ad eseguire il Pio Disegno Divino, tanta era la confusione creatasi, che il governatore per evitare altri tristi avvenimenti, decise di fissare la Solenne Processione la domenica successiva, il dì otto luglio del detto anno. Sorge l'alba del grande giorno e le campane del duomo con tutte le altre città, annunciano la pompa divota, maree di folle sopraggiunsero dalle ville circostanti e con voce bassa recitavano le preghiere alla Vergine, le vie e le piazze della città sono gremite di fedeli e di ammalati, il sacro tempio è stracolmo di popolo; si apre il sacro succorpo e vi scendono i canonici, il camerlengo, ed i rappresentanti della città, Maria Immacolata è sorretta dai canonici, ed ecco che l'Immagine spunta nel tempio superiore, il popolo è prostrato piangendo ed i gemiti rimbombano in esso. La processione si muove annunciata dal suono della campana maggiore, cui rispondono a distesa tutte le altre della nostra amata Campli, all'uscire sulla piazza, i cittadini elevano gridi a Maria, affinchè interceda la grazia dall'orribile morbo, l'Immagine attraversa le vie e le piazze della città, fino a giungere nel quartiere di Castelnuovo oltrepassando la porta orientale, fino a proseguire nei pressi della chiesa di San Rocco. Qui la processione si ferma e le confraternite numerose, si racchiudono attorno l'Immagine Santissima, il popolo stremato dal dolore e dal pianto, invoca l'aiuto di Maria; ed ecco giungere il regio notaro Savinoli con vergata pergamena in mano, ed aggiunse;… fate silenzio, divoto popolo, ascoltate il pubblico Istrumento; in tale atto notarile la Madonna Immacolata venne dichiarata Signora, Avvocata, Protettrice e Patrona della Città, e da tale anno si dovrà ricordare tale ricorrenza con la solenne processione votiva in perpetuo, oltre che ad una "novena di dodici giorni" da effettuarsi prima dell'aurora dal 27 novembre all'8 di dicembre, in ogni anno del Signore. Letto l'Istrumento, il notaro genuflesso, depose le chiavi della città nelle mani di Maria Immacolata, ed i fedeli nel pianto sgomento, intonano il canto di Maria Stella Del Mare, in tal momento avvenne l'avvenimento prodigioso, si alzò un soave venticello che schiacciò via l'orrenda caligine, ed il popolo si sentì ristorato, la grazia era giunta e la processione riprese la via del ritorno, la popolazione fu salvata ed i presenti gridavano a gran voce "è salva la nostra Campli, ed è salva grazie a Maria Immacolata" tornando a casa i fedeli trovarono i loro famigliari completamente guariti, e più nessuno, fu più colpito da quel giorno dall'endemico morbo. Ad avvenimento accaduto l'arcidiacono i canonici, diedero notizia dell'avvenuto prodigio a mons. Marcantonio Amalfitani, vescovo della diocesi di Campli e Ortona, quest'ultimo data l'anziana età e la malcurata salute risiedeva nel palazzo vescovile di Ortona dove vi morì l'anno successivo." Da tale anno come già descritto nel sunto del mariologo Francesco Rozzi, il popolo camplese si ritrova ogni anno dal 27 novembre all'8 dicembre nelle ore che precedono l'aurora nel Duomo, in tale occasione venivano chiamati ogni anno importanti predicatori. La storia ricorda, come viene descritto dal Palma, che in occasione della novena del 1822 la comunità camplese fu onorata della presenza di Gaspare Del Bufalo, che diverrà poi santo. Memorabili furono le sue orazioni tra il pianto generale, tant'è che l'ultimo giorno, di fronte alla chiesa gremita di fedeli, dal palco San Gaspare griderà a gran voce che porterà come esempio nelle successive sue missioni la particolare venerazione del popolo camplese alla sua grande Patrona: "Campli Città dell'Immacolata" .

Tratto dal manoscritto "Campli Città dell'Immacolata" del concittadino Francesco Rozzi

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